Home Erre4Media GLi sproloqui di Giulietto Lo sapevo che sarebbe finita così!

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Premessa

di solito i ringraziamenti si mettono alla fine ma siccome non so quanti arriveranno a leggere tutto questo scritto, li metto qui.

Il pretesto per questa “avventura” è stato la partecipazione al raduno di Scicli del 2019 (scripta manent: adesso sembra ridicolo scrivere l’anno ma per chi leggerà queste righe in futuro…) quindigrazie all’eccellente Massimo che lo ha organizzato, grazie agli amici di Scicli per la loro squisita ospitalità, grazie a Marco di Verona per la sua preziosa attività culinaria e per l’assistenza che mi ha fornito nel viaggio di ritorno.

Riporto quanto ha scritto Massimo – Supertorino nel forum di Renault4.it che condivido in pieno:

"Il mio raduno è diverso"

questo é ciò che dico sempre a chi non ha mai partecipato ad un nostro incontro e mi invita ad un "suo", automobili luccicanti che escono dai garage solo la domenica mattina se non piove, motori rombanti che urlano i loro cavalli ormai messi in pensione, pezzi di storia conservati,... noi abbiamo la renault 4 e ne andiamo orgogliosi come avessimo il più costoso di quei bolidi, noi abbiamo la renault 4 e la usiamo per raggiungere gli amici in ogni dove lungo lo stivale, noi abbiamo la renault4 per divertirci , per mangiarci sul cofano, per entrarci in un guado, per sfogare il bambino che ci portiamo dentro, per rincorrere quei sogni che magari ci erano sfuggiti, abbiamo la renault4 per scelta di vita ed i nostri raduni sono un'insieme di tutto ciò, spesso non conosciamo nemmeno i nostri nomi ma abbiamo tutti la renault 4 ...quindi AMICI e di questo ringrazio la renault 4, mi ha fatto conoscere gente con la quale mi sento a mio agio e non mi stanco mai di rivedere e che appena finito un raduno mi fa pensare a dove e quando sarà il prossimo.

Ringrazio chiunque ha fatto in modo che questo raduno riuscisse al meglio, a chi mi ha dato una mano nell'organizzazione ed a chi nella gestione ma sopratutto a chi ha scelto di essere dei nostri perché un bel raduno è fatto essenzialmente da bella gente.

Fin da quando l’ho rimessa in strada, lo scorso aprile, la ruzena ha manifestato un piccolo problema al motorino di avviamento che girava ma non ingranava con il volano.

L’elettrauto che ho interpellato in merito mi ha spiegato che, per evitare “strappi”, sul pignone del motorino di avviamento c’è una frizione centrifuga che, nel mio caso, funzionava male.

Un motorino di avviamento revisionato lo avevo già ma, siccome so benissimo che gran rottura di “cabbasisi” è cambiarlo, visto che bene o male la macchina andava in moto ugualmente, ho temporeggiato per tutta l’estate.

Al momento di partire per Scicli ho pensato bene di mettere in macchina il motorino di ricambio in modo poter eseguire la riparazione nel caso in cui il “titolare” avesse dato definitivamente forfait.

Durante il viaggio di andata e nel girovagare per la Sicilia il motorino di avviamento ha continuato a fare il suo sporco lavoro anche se qualche volta è stato necessario sollecitarlo con qualche improperio espresso il lingua polacca da una delle nostra accompagnatrici.

Quindi tutto bene fino alla mattina della partenza per il rientro a casa…

Al momento di mettere in moto, il dispositivo di avviamento si è dimostrato “fiacco” come se non gli arrivasse sufficiente corrente elettrica. “Porca paletta”, ho pensato, “invece di scassarsi il motorino di avviamento si è scaricata la batteria!”

In effetti gli accumulatori elettrici risentono parimenti delle temperature troppo basse come di quelle troppo alte. La mia batteria era piuttosto datata ed in Sicilia aveva fatto piuttosto caldo.

Quindi sono partito con la speranza che la batteria reggesse fino a casa ricaricandosi lungo il percorso.

Giunti in prossimità di Messina, al termine di una tappa di ristoro, non c’è stato verso di avviare la macchina con il motorino elettrico. Il motore faceva mezzo giro e si fermava!

Qui è iniziato il calvario di Marco Andreoli che si è prestato a spingere la vettura per metterla in moto.

Convinto che il problema derivasse dall’inefficienza della batteria, ho guidato il gruppo dei miei accompagnatori fino ad un “brico” di quella città dove ne ho acquistato una nuova.

Purtroppo la sostituzione della batteria non ha dato l’esito sperato.

Ormai eravamo per strada e, visto che perdere mezza giornata per sostituire il motorino senza avere la certezza che il guasto dipendesse da esso non era conveniente, abbiamo deciso di proseguire confidando nel cielo e nelle pendenze stradali per la messa in moto “a caduta”! D’altra parte mi rimaneva la remota speranza che il mancato funzionamento del dispositivo di avviamento dipendesse da una cattiva carica preliminare della batteria.

Giunti all’imbarco del traghetto, a pochi metri dalla rampa di carico, l’omino a ciò preposto ci ha fermati: la barca era piena!

Incolonnato sotto il sole di mezzogiorno, in un tratto di strada piana, ho tenuto il motore acceso fino a che non ho sentito gorgogliare il liquido di raffreddamento nel vaso di espansione… poi ho dovuto spegnere il motore.

La macchina funzionava molto bene e fino ad allora era andata in moto con una piccola spinta confidavo quindi nel fatto che si sarebbe comportata onestamente anche in quel frangente.

Avvistati i conducenti dei veicoli vicini del problema e chiesto aiuto ad uno di loro, ho atteso il traghetto successivo e, lasciata la Puffa alla guida, mi sono messo a spingere.

Forse per il caldo o forse per volontà del fato, non c’è stato modo di avviare il motore. I miei compagni di viaggio erano un po’ più distanti e quindi non avevano modo di vedermi ed aiutarmi.

Inutilmente spinta avanti ed indietro per il piazzale la vettura mi sono risolto a caricarla sul ferryboat a braccia. Fortunatamente sono stato soccorso da un passeggero nordafricano in transito che mi ha aiutato a spingere la ruzena su per la rampa del barcone nonostante le obiezioni dell’ufficiale che vigilava sulle operazioni di carico. Forse il mio occasionale aiutante ha riconosciuto in me, piccolo e scuro di carnagione, madido di sudore e dall’espressione corrucciata, impegnato nella titanica impresa di spingere un rugginoso veicolo sul traghetto, un suo connazionale in cerca di fortuna nel continente europeo. Sta di fatto che egli è stato l’unico ad avere pietà di me offrendosi spontaneamente di condividere la mia fatica!

Anche le promesse di aiuto fattemi dai marittimi sono risultate vane (promesse da marinaio…). La Puffa ed io abbiamo dovuto arrangiarci a raggiungere la rampa di discesa che abbiamo affrontato con una certa preoccupazione: “e se non va in moto neanche in discesa, cosa facciamo?” ci chiedevamo. La vecchia carcassa, invece, è andata subito in moto ed ha allegramente imboccato la salita con la quale inizia la A2!

Il viaggio è continuato senza particolari disagi se non per il giovane Marco che, a causa del suo grande cuore, si è offerto volontariamente di svolgere le funzioni di avviatore della ruzena.

Arrivato a casa, ieri ho sostituito il dispositivo… Vi ricordate di quando sul forum ho raccontato di un’analoga disavventura?

(https://www.renault4.it/web/index.php/forum?view=topic&catid=38&id=11882#48697)

Bene, smontato il motorino ho constatato che mancava la famosa boccola del pignone.

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Commenti   

 
0 #2 Export 2019-09-20 10:24
Avventura nell'avventura, ma felice ritorno a casa!
 
 
0 #1 marcogabri 2019-09-20 06:51
Ma che bella storia! Sembra vera :lol: :lol: :lol:
 
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