Home Erre4Media GLi sproloqui di Giulietto La porti un bacione a Firenze (2014)

PostHeaderIcon La porti un bacione a Firenze (2014)

comunicazione di servizio:
Albè! Chiama Anna che qui c'è roba lunga da leggere!
firenze201490
Pre – premessa
Come ho detto sopra, non ho il dono della sintesi di Alberto (Lelli) quindi sarò prolisso!

Premessa

La mia gentile consorte non è un’appassionata errequattrista ma questa volta, visto che il raduno era a Firenze e che ormai conosce ed apprezza la compagnia di questo branco di squinternati, ha deciso di accompagnarmi. La condizione era che viaggiassimo con la Clem, l’erre quattro arancione di Giulia, e non con la Vichi, la mia fida compagna di mille battaglie.

Quest’ultima, per mantenere fede al suo nome (per chi non lo sapesse vi-chi è il diminutivo di vecchia ciabatta) ed alla sua indole di rude veicolo da utilità, versa nelle stesse condizioni delle pantofole lasciate vicino alla cuccia del cane e mostra evidenti tracce delle prove che ha affrontato negli anni in cui mi ha accompagnato in giro per boschi, campi e lungo vie d’ogni genere, ragion per cui non gode della simpatia della titolare dell’azienda familiare.


Il piano era di una semplicità estrema:

venerdì sarei tornato dal lavoro un po’ prima, avrei caricato la Clem e sarei andato a nanna di buonora. La mattina sveglia alle cinque e partenza alle cinque e mezza per essere a Firenze prima delle dieci!

Nel viaggio ci avrebbe accompagnato la dottoressa Jinglei, la ragazza del dottor JR, la quale doveva fare rientro a Pisa.

Venerdì pomeriggio, dato che avevo percepito un inquietante “fruscio” proveniente dall’avantreno, ho pensato bene di passare dall’amico carrozzaio – meccanico – gommista – revisionatore per dare una controllatina. Saranno le gomme da neve, ho pensato, ma comunque…

Alzata con il crick la Clem, ho fatto girare a vuoto le ruote anteriori. Indovinate? La ruota destra girava bene, la sinistra produceva l’inequivocabile rumore da cuscinetto sfondato!

Telefonata d’obbligo a Paolo Robuschi, mio principale riferimento in materia di meccanica dell’ R4, all’esito della quale ho deciso di tentare infruttuosamente la riparazione.

Date le passate esperienze (www.renault4.it/web/forum/viaggi--storie...poi-doveva-succedere) e consultato il resto dell’equipaggio ho preferito non rischiare e quindi di partire con la Vichi nonostante la repulsione per essa della mia dolce metà!

Il resto del piano restava invariato: si carica la macchina venerdì sera e si parte sabato mattina alle cinque e mezza!

Però…

La fanciulla terza trasportata era accompagnata da una grossa valigia che, per ragioni tecniche, andava caricata per prima e nella quale la giovine doveva riporre alcuni oggetti che le erano indispensabili per sopravvivere alla nottata, quindi non si poteva caricare il resto prima del suo risveglio. Poi c’era un discreto quantitativo di carne che era meglio lasciare in frigorifero fino all’ultimo momento onde evitare deperimenti ed altre simili sciagure. Il carico della vettura è stato quindi rimandato al momento della partenza.

Venerdì è stato anche il compleanno del giovine JR. Si è reso d’uopo, perciò, uscire a festeggiare sebbene solo con una pizza. Il progetto di andare a nanna per tempo è conseguentemente naufragato insieme agli altri buoni propositi.

In tutti i casi la mia sveglia è suonata puntualmente alle cinque ed alle cinque ed un quarto, aiutato da Jinglei, ho iniziato le operazioni di carico. Me la sono presa comoda ed ho anche avanzato del tempo! La mia consorte, infatti, con gli errequattristi condivide una sola cosa: la puntualità! Alle sei ci ha raggiunti alla macchina!

E siamo partiti!

Siccome la convivenza è fatta di compromessi e visto che, sebbene non per colpa mia, la mia dolce metà aveva dovuto arrendersi al volere del fato ed acconsentire a viaggiare a bordo della vecchia ciabatta, a mia volta ho dovuto fare una rinuncia e raggiungere Firenze per via autostradale … Quasi per tutto il viaggio!

In prossimità di Barberino i tabelloni hanno indicato “per incidente un chilometro di coda in aumento” e, per non correre il rischio di rimanere imbottigliato ed arrivare tardi, sono stato “costretto” a fare l’ultimo tratto lungo la viabilità ordinaria!

“Teleguidato” da Luca sono giunto a destinazione con abbondante anticipo per il giro turistico di sabato.

L’accoglienza è stata quella consueta con i soliti baci ed abbracci tra vecchi compagni di scorribande e presentazioni con i nuovi accoliti. L’elenco dei presenti lo lascio fare ad altri o alle immagini di Kitharro.

A questo punto ometto di fare la cronaca puntuale di quello che è avvenuto tra sabato e lunedì limitandomi a fare alcune riflessioni e segnalare gli episodi per me più salienti.

Degno di nota il “servizio ristoro autogestito” con la ribollita della mamma di Daniele – Baffosaffo ed il cinghiale sotto forma di ragù e “spezzatino” di Michele, l’uomo dalla 128 cupè …, accolto nel gruppo solo perché ottimo cuoco (ovviamente sto scherzando, Michele, oltre ad essere davvero un ottimo cuoco, è anche una personcina veramente gradevole e simpatica!)

Tra le attività da segnalare c’è certamente l’assalto alla città effettuato domenica mattina ed in occasione del quale abbiamo decorato con briciole di vario genere tutto piazzale Michelangelo e zone limitrofe. La pavimentazione stradale ha oltremodo gradito anche il latte avanzato dalle mozzarelle di Emiliano – Zibaldone, il caffè e qualche altro prodotto proveniente dalle libagioni esposte sul cofano della Vichi.

Grazie al gentile intervento di due cittadini nipponici, attratti dal profumo della porchetta di Giulio e dai latticini di Emiliano, la fama dei nostri incontri è ormai certamente giunta anche nell’impero del sol levante. La coppietta soffermatasi un attimo per cercare di capire cosa stesse succedendo, è stata prontamente coinvolta nelle nostre attività mangerecce con conseguenti assaggi e fotografie da riportare in patria.

A piazzale Michelangelo ho benedetto il destino che mi ha fatto giungere alla meta con la Vichi e non con la Clem: ho provato un brivido di terrore nel pensare che quello che è successo sullo scassato cofano della mia vecchia compagna sarebbe potuto accadere su quello della sua rinata sorella arancione!

Nota di demerito per LE MOKONE, le quali non sono state all’altezza della situazione producendo un caffè, per unanime parere dei consumatori, al di sotto dello standard e delle aspettative. Ciò nonostante le dettagliate istruzioni di Erica (o Erika? – isola verde), new entry dei raduni errequattristici, spacciatasi per esperta del mokaggio sebbene non beva caffè ne, tanto meno, lo prepari.

Per inciso, onde evitare che a qualcuno venga qualche strana idea, segnalo che Erica viaggia insieme al papà, Gian Luigi, grande uomo…! ...anche letteralmente!

Lunedì all'ora x precisa (più o meno) partenza per la gita a Greve in Chianti. Sebbene l'emozione di vedere tante R4 sfilare in colonna non sia più quella del primo raduno, tutte quelle macchinette una dietro l'altra fanno sempre un gran bel colpo d'occhio!

Dopo la visita alla cantina dai bagagliai delle macchine sono uscite vivande sufficienti a sfamare tutti i presenti e a garantire scorte sufficienti a sopravvivere anche al viaggio di ritorno…

Giole, il ragazzo di Daniele, quando ha visto aprirsi per l’ennesima volta il bagagliaio della Vichi ha sgranato gli occhi e ha detto “la macchina di Giulietto è magica: continua a venir fuori roba da mangiare!”. Confesso che ho gongolato per venticinque minuti! Grazie Gioele, sei un amico!

Non so se capita anche a voi ma quando arriva l’ora di tornare a casa io mi sento sempre un po’ triste e cerco in tutti i modi di procrastinare la partenza. Forse sarà per quello che dopo il salame, la porchetta, il pane con la salsiccia, ed il resto, sebbene fossi ormai sicuro che il risultato sarebbe stato “triste” ho sentito la necessità di caricare la mokona per tirare tardi. Mai come in quella circostanza mi è sembrato che il caffè ci mettesse pochissimo a salire!

L’ultimo saluto in terra toscana è toccato a Daniele – Baffosaffo che ha accompagnato Diego e me fino in prossimità del casello autostradale. Da lì siamo partiti alla folle velocità di 110 chilometri orari alla volta di Trento con un sacco di ricordi freschi e l’ottimo sapore del pessimo caffè bevuto in compagnia di così tanta bella gente.

Tornado a casa ho ripensato ad una frase pronunciata da Emiliano - Zibaledone che ha detto che questo raduno è stato il suo regalo di natale. Un regalo acquistato con il risparmi messi da parte in un salvadanaio tirandoli fuori, pochi alla volta, dal bilancio famigliare… In effetti, ho pensato, anche per me la partecipazione a questi eventi è un regalo. Da un paio d’anni le vacanze della mia famiglia coincidono quasi sempre con un raduno o qualche altro appuntamento errequattristico ed ogni incontro è sempre una grande festa!

Lunedì 8 dicembre 2014, verso le 19, a settanta chilometri da casa lungo la A22 del Brennero, quando segnava 157.764 chilometri percorsi, il contachilometri della mia macchina ha deciso di cessare la sua attività! La lancetta del tachimetro è caduta a zero e le rotelle del contachilometri si sono fermate. Il giorno seguente, mentre smontavo il cavo rotto, mi sono ricordato della riparazione di emergenza che avevo fatto sul cavo dell’acceleratore tornando da casa di Fabrizio – Zorro dopo la “riunione” di inizio novembre. Il morsetto che ha retto per tutto il viaggio di andata e ritorno è ancora al suo posto e mi sa che lo toglierò quando incollerò la guarnizione del bagagliaio!

Nell’affrontare l’ultima salita del rientro a casa ho sentito anche un sinistro sferragliare quindi ho effettuato un accurata ricognizione del mezzo constatando la rottura di un silent block del tubo di scappamento. Mannaggia li pescetti!

All’arrivo al casello di Trento aleggiava già intorno alle macchine il progetto della prossima polentata in baita per il 28 marzo prossimo …

Concludo con il disegno di Filippo, il bimbo di Francesca – Chille, che rappresenta un raduno di R4 e che mi è stato donato dall’autore al mio arrivo a Firenze.

p.s.
promemoria per gli organizzatori dei prossimi raduni: i pasti a buffet sono da evitare nella maniera più assoluta! Meglio ricorrere a pane e salame sul cofano delle macchine.

p.p.s.
tanto per non perderci la mano ieri (sabato 13), visto che dovevo sostituire il cuscinetto della Clem, ho pensato bene di portarla a Busseto da Paolo Robuschi così da farle dare un'occhiata prima che arrivi l'inverno. Tra andata e ritorno mi sono sciroppato 600 chilometri ma, come sempre, ne è valsa la pena!

Oltre a sostituire i cuscinetti abbiamo (leggi Paolo ha) dato una rettificatina ai tamburi dei freni con un tornio dei primi del secolo scorso...

Come si addice ad una vera R4 il silentblock l'ho sostituito con un robusto pezzo di fil di ferro!

Chiudo definitivamente con questa suggestiva immagine della pianura padana in versione autunnale.

Purtroppo le immagini che erano contenute in questo articolo sono andate perdute insieme a molte altre che si trovavano nel forum dove è stato originariamente pubblicato. Se riuscissi a recuperarle le rimetterò "al loro posto".

quella che è rimasta è opera di Khitarro...

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