Home Erre4Media GLi sproloqui di Giulietto prima o poi doveva succedere! (2012)

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 pellegrino
Prima o poi doveva succedere ed è successo domenica 29 luglio 2012 verso le due del pomeriggio sull’Appennino tosco emiliano.

Io sono uno di quelli che sostengono fermamente che la R4 non ti lascia mai a piedi e che con una pinza, un cacciavite ed un pezzo di fil di ferro si riesce sempre e comunque ad eseguire quelle piccole riparazioni che permettono di tornare a casa…

Purtroppo, se ti manca un vigliacco di cuscinetto che regge una ruota, anche se sei in grado di eseguire la riparazione a mani nude in meno di un quarto d’ora, rimani a bloccato a bordo strada. Questo mi è successo, appunto, domenica scorsa.

Ma procediamo con ordine.

Domenica in tarda mattinata, caricata la vichi come un mulo da soma con i bagagli del dottor Jr, il medesimo neo laureato e il di lui fratello, sono partito da Pisa alla volta di casa ovvero del Trentino.

Cosa ci facevo a Pisa nella tarda mattinata di domenica 29 luglio dato che Jr ha sempre viaggiato in treno nonostante il bagaglio (e Trenitalia)? Questa è un'altra storia in qualche modo connessa al mondo errequattristico che, se l’ispirazione mi assiste, vi racconterò un'altra volta!

Come è ormai ben noto a tutti quelli che frequentano queste pagine, io non amo le autostrade e sono famoso per andare a cercare i percorsi più infami per spostarmi da un posto all’altro. Anche per questo viaggio ho voluto percorrere la strada chilometricamente più breve e quindi, imboccata la statale 12 dell’Abetone e del Brennero a Pisa, poco dopo Lucca ho compiuto una piccola deviazione per la Garfagnana in direzione di passo delle Radici. Siccome la cosa non era sufficientemente complicata, ho deciso di deviare ulteriormente verso San Pellegrino in Alpe lungo una strada con pendenze che arrivano al 18 %. Devo confessare che tale scelta è stata influenzata dal fatto che, sebbene io avessi già percorso quella via, non ricordavo che fosse così ripida.
In qualche maniera siamo arrivati in vetta ed abbiamo intrapreso la discesa.




Qui la ciclistica del mezzo, provata dalla salita, dai tornanti e dal carico, ha dovuto cedere ed arrendersi a qualche legge della fisica che non permette ad un cuscinetto a rulli di durare in eterno.
La vichi ha emesso un rantolo simile al raschiare di uno pneumatico sulla carrozzeria e una ruota ha cominciato a traballare facendo sbandare la macchina. Solo le proverbiali doti di pilota del conducente hanno fatto sì che l’evento non avesse conseguenze funeste… va bhè: avevo già percepito un rumorino che non mi piaceva e stavo procedendo a velocità più che ridotta. Il rumore mi pareva provenisse dalla anteriore sinistra e, qualche chilometro prima, avevo controllato solo quella ruota.
Mi sono fermato in uno spiazzo a bordo strada e dopo aver controllato nuovamente la anteriore, ho provato la ruota posteriore sinistra: ballava come una danzatrice di flamenco!
Dopo aver a lungo imprecato in maniera professionale, ho cominciato le operazioni di verifica del danno. Fortunatamente, per i motivi che vi spiegherò in un’altra occasione, in macchina avevo una discreta quantità di utensili comprendente un’ottima chiave a cricco da 24, indispensabile per smontare il tamburo della ruota. Eseguita tale operazione mi sono trovato costretto a generare una nuova sequela di imprecazioni: il cuscinetto esterno non esisteva più e quello interno era gravemente danneggiato!
Ovviamente la vettura in quelle condizioni non poteva proseguire il viaggio. A che santo potevo votarmi? A sant’Ivo assicuratore!
Come ho detto in diverse occasioni, ho sempre pensato che risparmiare sulla polizza di assicurazione non sia un buon investimento e che avere un ottimo rapporto con il proprio agente sia fondamentale per trarsi d’impaccio in caso di accidenti.
Sant’Angela, moglie del suddetto assicuratore, quando mi ha preparato il contratto di assicurazione della vichi, tra le altre cose ci ha messo la copertura per il recupero del veicolo in caso di guasto con annessa clausola di rientro o pernottamento.
Dopo qualche istante di sconforto e qualche breve schermaglia con altri tre o quattro operatori del call center dell’assicurazione che non mi hanno accordato l’immediato trasporto fino a Modena (viaggio che, a mente fredda, debbo obiettivamente riconoscere sarebbe stato inutile) mi sono rassegnato all’idea di dover pernottare in loco a spese della compagnia assicuratrice.
Sono stato soccorso da un carro attrezzi dell’officina Nizzi di Fiumalbo (MO) e la vichi, per la prima volta da quando sta con me, ha provato l’emozione di essere trasportata su di un carro attrezzi a bordo del quale è comunque orgogliosamente salita con il proprio motore rifiutando caparbiamente lo smacco di essere trainata.
Ovviamente l’officina del signor Nizzi non disponeva del ricambio e, per una riparazione che richiede dieci minuti, abbiamo dovuto aspettare fino alle tre del giorno seguente quando è arrivato il pezzo. Neanche dirlo che di cuscinetti così, in cantina ne ho un certo numero!
Su indicazione del meccanico ci siamo acquartierati all’agriturismo “Il Cerro” dove il signor Fabrizio mi ha fatto riconciliare con la vita: panorama e locale splendidi, ottima cucina e persone simpatiche (e prezzi onesti). Approfittando delle splendide giornate, abbiamo trascorso il tempo girovagando per i prati ed il paesino ai piedi dell’Abetone scoprendo splendidi scorci a brevissima distanza dalla statale 12 che altrimenti non avremmo mai visto.







...giulietto rimane sempre giulietto!

Nella serata ho sentito il grande Paolo Robuschi che avevo provato a contattare per chiedergli se conosceva qualcuno nei paraggi che disponesse del cuscinetto (neanche dirlo che, ovviamente, di domenica pomeriggio, il tentativo è stato vano). Quando gli ho raccontato quel che mi è successo mi ha risposto che non gli era mai capitato che un cuscinetto cedesse così di colpo. Ripensando alle sue parole sono stato folgorato da un’idea: io mi sono ostinato per dei mesi a cercare il problema all’avantreno mentre quello che stava cedendo era il retro! In effetti avevo intuito di avere qualche cuscinetto in condizioni critiche ma ho sostituito quelli anteriori senza neppure pensare a controllare quelli didietro.
Lunedì alle quattro del pomeriggio, abbiamo ripreso la strada percorrendo la s.s. 12 fino a Trento. La vichi ha marciato senza dare alcun segno di sofferenza fino a casa sciroppandosi, tra venerdì e lunedì, altri 900 chilometri circa.
In conclusione, nonostante la seccatura del guasto e della giornata “persa”, la disavventura si è trasformata in una giornata di vacanza sull’Appennino.

Riflessioni finali:
se avessi risparmiato sull’assicurazione, tra carro attrezzi e pernottamento avrei speso una cifra considerevole, di certo maggiore all’apparente risparmio;
se non avessi avuto un ottimo rapporto con il mio assicuratore non mi sarei permesso di chiamarlo di domenica pomeriggio e, probabilmente, non mi sarei ricordato che nel “pacchetto soccorso” era compreso il pernottamento (particolare che il personale del call center si è ben guardato dal segnalarmi);
sono un ostinato somaro: probabilmente se avessi chiesto consiglio a qualcuno che ne sa più di me avrei potuto risparmiarmi questa seccatura (ed i 75 euro che mi è costata la riparazione) … ma, come dice la mia “coinquilina”, questo giocattolo me lo sono comperato per poter ravanarci dentro da solo!
l’R4, se ti molla, lo fa per un buon motivo: si vede che hai bisogno di riposare e farti una giornata di vacanza!

Attraversando la pianura modenese abbiamo visto le cicatrici dei recenti terremoti …
Che dire?
Tanto di cappello a quella gente che, nonostante le tende tutt’ora piantate nel cortile di casa, continua a lavorare ed a vivere simulando una normalità che non è ancora tornata. Quando ho visto la foresta di autogrù all’opera il pensiero è volato alle parole che Rodolfo ha scritto sul forum …
 
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