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Visto che ormai è di pubblico dominio il mio coinvolgimento nell'organizzazione del raduno di maggio, tanto per titillarvi le papille gustative fisiche e psicologiche, vi illustrerò brevemente gli ambiti nei quali si svolgerà l'evento.

 

La sede logistica, come già detto, sarà presso il campeggio Cané in fiore di Baselga di Piné quindi, in primo luogo, vi descriverò Baselga e l'altopiano di Piné.

Baselga di Piné è il centro urbano più importante dell'omonimo altopiano (già sento i commenti di biasimo degli abitanti degli altri centri i quali lamenteranno certamente che Baselga è solamente il capoluogo amministrativo del comune di Baselga di Piné mentre il centro più importante, per i più svariati e disparati motivi, è quello dove loro abitano. È una sindrome che colpisce inesorabilmente ogni trentino ed è denominata “mal del campanil” [male del campanile] perchè ciascun trentino vede nel campanile della propria chiesa, per piccolo ed umile che sia, il monumento più imponente o, quantomeno, importante dell'architettura sacra mondiale).

Baselga è posta a nord est di Trento dalla quale dista diciassette chilometri circa. Si trova a mille metri sul livello del mare in prossimità del lago della Serraia. Storicamente nota in provincia, oltre che per i cavoli cappucci con i quali si fanno i crauti, per il santuario della Madonna di Montagnaga, tuttora meta di numerosi pellegrini che ad Ella si rivolgono per chiedere grazie. Si dice che in prossimità dell'odierno santuario Mariano, la Vergine sia apparsa ad una giovane pastorella e che da allora chi vi si rechi in preghiera possa ottenere la guarigione dai propri mali.

Montagnaga, che è una frazione di Baselga di Piné, è famosa anche per una strada che sembra far viaggiare le macchie al contrario: a causa di un curioso effetto ottico, la strada che dalla provinciale 66 di Piné si immette nel paese sembra essere in salita mentre di fatto è in discesa. Un sacco di gente si ferma in prossimità dell'incrocio e, messa in folle la propria vettura o abbandonato a terra un pallone, ha l'impressione di vederli andare in salita anziché in discesa (sconsiglio l'esperimento: anche se la strada non è eccessivamente trafficata, l'incrocio si trova in prossimità di una curva con visuale limitata e gli automobilisti trentini hanno tendenzialmente il piede destro piuttosto pesante …)

Sempre a Montagnaga si trova il piccolo museo della Corona costituito da un albergo realizzato verso la fine del 1800 conservato alla data attuale nelle medesime condizioni di quando è stato inaugurato.

Baselga è nota nel mondo (questa frase è un tipico esempio di “mal del campanil”) per il pattinaggio sul ghiaccio che qui si pratica da sempre. Un tempo, quando il clima era più freddo ed il pattinaggio era un passatempo per i ragazzi e non una “disciplina sportiva” si pattinava sullo spesso strato di ghiaccio naturale che si formava sul lago della Serraia con due pezzi di ferro attaccati in qualche modo sotto due assicelle legate ai piedi alla meno peggio. Dopo la seconda guerra mondiale questo sport ha cominciato a prendere piede e quindi si è cominciato a lavorare il ghiaccio naturale per renderlo più liscio e ad organizzare gare anche internazionali di pattinaggio di velocità ed artistico. Nella metà degli anni ottanta è stato realizzato nella frazione di Miola un impianto di ghiaccio artificiale costituito da una “piastra” coperta dove si pattina anche d'estate e da un anello olimpionico e che ha la fama di essere uno dei più veloci del mondo (mi pare il sesto) ove si svolgono competizioni valevoli per il campionato mondiale di pattinaggio di velocità. Tra i suoi cittadini, Baselga annovera un campione del mondo (Roberto Sighel) ed un oro olimpico (Matteo Anesi) nonché numerosi altri atleti di fama mondiale di tale disciplina.

Baselga basa la sua economia, oltre che sul turismo invernale ed estivo e sulla coltivazione dei piccoli frutti, sull'attività di estrazione e lavorazione del porfido. Avete presente i cubetti che si usano per lastricare le strade, che qui si chiamano anche “bolognini” ed in altri posti sono noti come “sampietrini”? Si fanno [anche] qui (devo essere prudente altrimenti i cavatori delle altre zone dove si producono tali manufatti potrebbero essere tentati di lapidarmi!).

A Baselga ha sede la salumeria che mi ha fornito i salumi che ho sparpagliato in giro per il mondo in occasione dei passati raduni. Non è l'unica ottima macelleria e salumeria della zona ma è quella dove di solito mi servo.

Oltre al lago della Serraia, sull'altopiano si trovano altri due laghi: quello delle Piazze e quello delle Buse. Il primo è un bacino artificiale idroelettrico, attrezzato per la balneazione sito nei pressi dell'omonima frazione del comune di Bedollo. Il secondo è un piccolo laghetto alpino sito nei pressi dell'abitato di Brusago, anch'esso frazione di Bedollo, circondato da prati ed attrezzato per la sosta ed i picnic. In prossimità di quest'ultimo si tiene annualmente la rievocazione storica in costume di una battaglia avvenuta in quei paraggi tra le truppe napoleoniche e gli Schuetzen locali … neanche a dirlo che i nostri ne uscirono vincitori!

Bedollo è l'altro comune sito sull'altopiano. Posto ad una quota un po' più elevata trae sostentamento prevalentemente dall'attività silvo-pastorale. Data la sua collocazione gode di una vista spettacolare che in buone condizioni di visibilità consente di ammirare, oltre che il sottostante altopiano ed il laghi della Serraia e di Piazze, il gruppo del Brenta che la sta di fronte oltre la valle dell'Adige.

Nei pressi di Bedollo si trovano le piramidi di terra di Segonzano che sono un curioso fenomeno di erosione del terreno da parte delle acque piovane tale per cui si sono formate delle altissime “colonne” di terra alla sommità delle quali si trova una pietra. Queste si possono raggiungere agevolmente a piedi dal lago delle Piazze lungo una strada preclusa al traffico veicolare o dei sentieri chiaramente segnalati. Lungo tale percorso si trova anche la cascata del Lupo, altro luogo che merita certamente una sosta: in fondo ad una piccola valle chiusa tra tre pareti di roccia scende una suggestiva cascata. Il nome trae origine da un antica leggenda locale che ha a che fare con due innamorati...

Sempre nel comune di Bedollo, in località passo del Redebus, si trovano dei forni fusori utilizzati in epoca preistorica per la lavorazione dei metalli.

Il percorso della gita di sabato prevede il transito nella valle dei Mocheni, adiacente all'altopiano. Tale vallata, oltre ad essere un luogo paesaggisticamente stupendo, ha la particolarità di essere abitata da una popolazione di origine cimbra che a tutt'oggi mantiene una propria lingua di origine germanica e tradizioni particolari. Ebbene si: in Trentino Alto Adige le minoranze etnico – linguistiche sono più di una, ci sono i tedeschi, i ladini ed anche i cimbri!

Per pranzo ci fermeremo presso una vecchia cava della pietra tipica di Trento, ora dismessa e adattata a luogo di ritrovo. Dopo di che scenderemo in città dove di fermeremo proprio davanti al duomo che, per inciso, è stato realizzato proprio con le pietre delle cave di cui ho detto sopra.

Parlare di Trento in poche righe è impossibile. Sebbene non sia certamente una delle città più importanti d'Italia, anch'essa ha la sua storia che risale ai tempi dei romani. Intorno alla metà del 1500 è stata sede di un famosissimo concilio ove è stata definita la riforma della chiesa cattolica a seguito dei movimenti protestanti. Tali riforme sono state modificate solo dopo tre secoli. La città è sovrastata dal mausoleo dedicato a Cesare Battisti nei pressi del quale si trova il museo degli alpini. In città si possono visitare diversi musei tra i quali quello di storia naturale, il museo Tridentum che comprende gli scavi archeologici dei resti romani, il museo dell'aviazione dedicato a Giovanni Battista Caproni, fondatore dell'omonima fabbrica di aeroplani, palazzo delle Albere, sede amministrativa del M.A.R.T. (e qui salta fuori il mio vero campanile: quello di san Marco di Rovereto. La parte più importante del MART, infatti, si trova a Rovereto dove si trovano anche il museo Depero, il museo della Guerra e la campana dei Caduti. Fortunato Depero fu uno degli artisti futuristi più famosi d'Italia ed alla sua morte fece dono delle sue opere alla città. Il museo della Guerra è la più grande raccolta mondiale di armi sita in un castello e la campana dei Caduti, monumento mondiale alla pace, è la più grande campana del mondo che suoni a distesa. Ogni sera suona cento rintocchi per invitare tutti gli uomini a vivere in pace...la sua voce rimane sempre particolarmente suggestiva anche per chi, come me, ha vissuto i suoi primi vent'anni sotto la sua ombra. Rovereto, purtroppo esclusa dal percorso di questo raduno ha a sua volta la sua bella storia che risale ai tempi dei romani dei quali rimane traccia in una delle torri del castello. Non è sempre stata soggetta alla “dominazione” di Trento con la quale non condivide completamente la propria storia. È stata soggetta al dominio della Serenissima dal 1400 al 1500 circa, successivamente rientrata sotto il diretto dominio dei signori del Tirolo a differenza di Trento, sempre rimasta sotto il governo dei principi - vescovi. È stata conquistata dalle truppe napoleoniche che l'hanno tenuta per un breve periodo. Ha avuto il proprio massimo splendore nel XVII secolo quando è divenuta un'importante centro della produzione e lavorazione della seta. Teatro della prima guerra mondiale, il fronte della quale è rimasto attestato sui monti che la circondano per tutta la sua durata ovvero dal 1914 al 1918).

Qui mi fermo perchè altrimenti potrei diventare noioso...

Se ne avete la possibilità, prendetevi qualche giorno di vacanza per girare un po' dalle nostre parti: ne vale certamente la pena!

vi aspetto a Baselga di Pinè, saluti.

 

giulietto

 

p.s. si è capito che il nostro sponsor è l'azienda promizione turismo?

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Commenti   

 
0 #3 azazello 2012-03-20 22:13
Il famoso porfido... Che tenuto sotto i sedili dell'auto, può sempre tornare utile...
 
 
0 #2 chille 2012-03-19 13:12
Sono daccordo.
E quando diventa serio... mi fa quasi paura! :o
 
 
+1 #1 albè 2012-03-14 18:29
a giulietto wikipedia gli fa una pippa
 
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