Home Erre4Media GLi sproloqui di Giulietto Il raduno di Modena by Giulietto

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modena2013locandinaweb'60 '70 '80 VOGLIA DI RENAULT

 


Il raduno di Modena by Giulietto

 Premessa:

È un sacco di tempo che non mi cimento con la macchina da scrivere per raccontare storie di R4. Domenica il mio unico lettore mi ha molto garbatamente ma altrettanto fermamente invitato a riprendere la tradizione che mi ha visto cronista di diversi passati raduni. Così, un po’ perché mi piace farlo, un po’ perché sono stato sollecitato a farlo ed un po’ perché se non lo faccio io non lo fa nessuno, eccomi qui a sporcare dell’ottima carta con la mia pessima prosa.

 

Seconda premessa

Questa parte la volevo mettere alla fine ma, siccome so che ci sono personaggi come Albè che alla fine dei miei scritti non ci arrivano mai, la metto qui (Albè: fai leggere ad Anna che poi ti racconta!). Quando sul forum compare la notizia di un prossimo raduno (o incontro) l’aria si fa frizzantina. “Mi piacerebbe andarci ma sono un sacco di chilometri. In quel periodo ho troppe cose da fare e poi questo mese ci sono un sacco di spese… Cavolo! Ci vanno Cristiano, Alessandro, Andrea, Jola e Fabrizio, Anna… sicuramente ci saranno Paolo e Marco. Magari ci vengono anche Anna ed Albè. Quando mi capiterà un’altra occasione per incontrarli? Poi la Puffa ci vuole andare… mi servono dei pezzi che forse posso trovare lì senza ordinarli via internet così li vedo prima di comprarli… Ci vado! Ma solo per far contenta Giulia.”

Si preparano i bagagli, si carica la macchina e si parte con l’euforia degli italiani in gita. Il fine settimana vola via che neanche te ne accorgi. Si incontrano i soliti vecchi ceffi, si fanno nuove amicizie. Sembra impossibile ma non ho ancora incontrato un errequattrista antipatico. Poi si torna a casa con un senso di nostalgia. La macchina è più carica di quando sei partito, la strada è più lunga e noiosa. Aspetti che Jola e Khitarro pubblichino le foto. Pregusti i commenti che metterai sul forum magari con quella foto che hai scattato a tradimento mentre…

E aspetti il prossimo raduno! Non per sfoggiare la macchina più potente o quella meglio rifinita, come magari si fa in altri ambienti automobilistici, ma per incontrare degli amici. Certo, il comune denominatore è la R4 ed i nostri incontri sono un’ottima occasione per scambiarsi informazioni e ricambi; per curiosare sulle macchine degli altri, ma anche se uno viene con la Dacia Logan o con la Duna Weekend (o con il camper) è comunque il benvenuto e la macchina è solo uno degli argomenti di conversazione. Ornella, la ragazza di Zorro, quando è venuta a Trento ci ha confidato che temeva di annoiarsi come quando va ai raduni delle corvette dove gli uomini passano la giornata con la testa dentro il cofano delle macchine o a sgommare per il piazzale e parlano solo di motori, gomme, cavalli… mi sa che da noi si è divertita un po’ di più che da loro nonostante la frog sia una “macchina a gas”!

Tutto questo per dire che sono contento di aver comperato quella vecchia ciabatta che guido senza pietà ma sono ancora più contento di aver incontrato tutti voi e di essere entrato in questa gabbia di matti che è il mondo della Renault 4!

Prendendo in prestito un'espressione della Littizzetto (che vedrei bene alla guida di una R4): vi amo bastardi!!! (che spreco di punti esclamativi!)

Fine delle premesse

 

 

Inizio della cronaca

Tutto ebbe inizio perché uno che per le auto c’ha naso voleva dimostrare la supremazia della sua vettura su tutte le rivali della stessa categoria.

L’illustre personaggio, quindi, prese contatto con il padrone della pista di Modena e, con la scusa del raduno, si procurò l’unico pubblico che avrebbe potuto apprezzare la folle velocità della sua R4. La cosa doveva limitarsi ad una tranquilla domenica passata nei box della pista e, per invogliare i membri del gruppo a partecipare alla riunione, il soggetto camuffò l’evento da “mostra – scambio” di pezzi di ricambio estendendo l’invito anche alle altre vecchie Renault. Poi, mentre il numero dei giorni che mancavano al raduno diminuiva progressivamente, l’uomo lanciò la proposta di avvicinarsi al luogo dell’incontro già la sera prima e di pernottare in prossimità della pista per giungervi freschi e riposati domenica di prima mattina. Trovò un posticino a qualche chilometro di distanza e diede l’annuncio della disponibilità di dieci posti letto con cucina in una azienda agricola del Modenese. Dieci posti sembrano tanti! Nel giro di qualche giorno erano già esauriti tanto che qualcuno ha dovuto accamparsi in qualche altro albergo.

Siccome la strada è tanta, i peggio soggetti sono partiti sabato mattina e, con una perfetta manovra a tenaglia degna dei manuali di guerra napoleonici, verso le due del pomeriggio di sabato, Modena è stata occupata da cinque colonne di errequattristi. Colonne… di colonne non si può propriamente parlare visto che ciascuna era costituita da una sola macchina!

All’azienda agricola Santa Rita sono arrivati Davide e Gigi da Torino con la macchina dell’organizzatore; la Lola con Anna da Pavia, il camperone di Khitarro condotto dal Cinghiale da Perugia, Jola, Fabrizio, Azazello sull’inappuntabile ASI di Fabrizio, in rappresentanza della Maremma, Alfy e Luigi con la macchina di Alfy dalla capitale, ed, in fine, la vecchia ciabatta con sopra la Puffa ed il sottoscritto dal magico Trentino!

 DSC0096Alle due e mezza abbiamo collaudato i fornelli. A dire la verità i fornelli li ha collaudati Cristiano esibendosi in una pastasciutta al sugo che abbiamo fatto sparire in pochissimi minuti.

Dopo aver riempito il serbatoio abbiamo dato un'occhiata alla “struttura” che ci ospitava, la fattoria Santa Rita, rimanendo tutti entusiasti. L’edificio è una vecchia azienda agricola ristrutturata con cura e gusto ed arredata con mobili ed accessori “vecchi” o in stile. Dotata di tutto ciò che serve. Pulita con cura ed accogliente come una vera casa e non come un semplice albergo (il prezzo che abbiamo pagato é decisamente conveniente per ciò che ci è stato offerto). Penso di poter esprimere a nome di tutti coloro che vi si sono fermati i complimenti ad Elisabetta ed al consorte per come hanno realizzato la loro opera ed i ringraziamenti per il trattamento che ci hanno riservato. (visto che ci siamo facciamo un po' di pubblicità: www.fattoriasantarita.it)

Visto che c’eravamo, come c’era d’aspettarsi, la sera abbiamo approfittato per un convivio “estemporaneo”. Come al solito sono stato travolto dagli eventi e non ho capito bene cosa sia successo, sta di fatto che la casa si è improvvisamente riempita. Si sono riempiti i fornelli, la gratella di Khitarro, i tavoli, le sedie, la panche… una folla che neanche a san Siro per il Milan!

Qui ci vorrebbe un impegno esagerato per elencare le portate del menù quindi mi limito a pochi accenni per fare sbavare chi non c’era e ancor di più chi c’era …

Gratellata umbra a cura di Khit e del Cinghiale;

pappardelle al cinghiale (un altro cinghiale!) a cura di Jola;

chili, ovvero fagioli al peperoncino (senza carne…), a cura di Azazello;

polenta, crauti e cotechino dal Trentino;

colomba pasquale a cura di Silvana;

topi al cioccolato e baci di dama di Anna;

vino di provenienze varie ed assortite;

grappa De Negri da 50 gradi a cura di Angela;

ed una piiiicola bottiglia di genepì di provenienza piemontese.

 

A tavola eravamo in diciassette ma di roba ne è avanzata anche per i “beatipaoli” e l’abbiamo riproposta il giorno seguente per pranzo. Tra una cosa e l’altra gli irriducibili sono andati a letto dopo le due. Alle sette sono suonate alcune sveglie ma solo verso le otto hanno cominciato a girare per la casa degli zombie! Alla faccia dell’arrivare all’autodromo di buonora!

Alle nove qualcuno ha cercato telefonicamente l’organizzatore latitante… e siamo dovuti partire per la sede ufficiale del raduno. Per quanto mi riguarda sarebbe più corretto dire “saremmo dovuti partire” perché la Puffa era in bagno! Mi hanno rimasto solo ad aspettare la Puffa che per prepararsi ci ha messo delle ore. Quando Dio ha voluto, la mia pargoletta è uscita dal bagno ed abbiamo preso la strada alla volta della pista. Indovinate un po’? Ci siamo persi! Smarriti in mezzo agli sconfinati campi della Pianura Padana, senza un indirizzo, senza una bussola, senza un paracarro al quale chiedere indicazioni! Alla partenza la Puffa ha detto “non ti preoccupare, la strada la conosco io. Ci siamo passati davanti ieri andando a fare la spesa.”

In qualche maniera siamo arrivati ed abbiamo potuto ammirare l’imponente schieramento di R4 davanti ai box. Per l’elenco dei presenti rimando alle foto di Khit o all’organizzatore che ha certamente registrato tutti i partecipanti, io posso dire solamente che eravamo in parecchi.

Ad onor di cronaca segnalo che in mezzo al piazzale ho visto parcheggiate anche un certo numero di R5 turbo le quali hanno, però, mantenuto le distanze come, mi pare, abbiano fatto anche i loro proprietari. Infilato dentro il box e decisamente più socievole ho trovato l’Hdyane giallo di Bruno Pelligra.

Ad un certo punto Davide mi ha chiesto se lo potevo accompagnare a prendere qualcosa che aveva dimenticato all’azienda agricola ed io mi sono prestato ben volentieri. Sono partito e, seguendo le sue indicazioni,

MI SONO PERSO NEL PARCHEGGIO DELL’AUTODROMO!!!

Penso di aver battuto tutti i record di smarrimento strade del mondo!

Dentro i box, oltre alla merce esposta dai venditori, sono comparse due crostate da un metro per due ed altri generi di conforto. Assolutamente banditi gli alcolici! (ha ha ha!)

Così tra una cosa e l’altra è passata la mattinata al termine della quale le R4 sono entrate in pista per un giro d’onore. Data la folla non è stato possibile dare libero sfogo a tutta la potenza dei nostri bolidi ma, comunque, qualcuno si è divertito.

Clou della manifestazione l’esibizione in pista dell’organizzatore con la sua macchina celestina. Confesso che mi aspettavo qualcosa di meglio ma Davide si è giustificato dicendo che il rettilineo era troppo breve per poter lanciare la sua macchina come si deve. Davide è stato l’unico a girare in pista da solo: gli altri erano tutti troppo iindaffarati a mangiare nel box.

Nonostante l’impegno profuso da tutti, non siamo riusciti a dare completamente fondo alle scorte alimentari; in compenso le friselle di Azazello hanno avuto il meritato riconoscimento dopo essere state ingiustamente ignorate la sera prima a causa della sovrabbondanza di generi alimentari misti.

Dopo il giro in pista Davide si è accasciato. Evidentemente la tensione che lo aveva sorretto sino ad allora è scemata dopo aver compiuto la sua esibizione e l’uomo pareva come svuotato. D’altra parte anche l’età… Abbiamo fatto compagnia a lui e Gigi finchè non abbiamo terminato di sgomberare il box e poi siamo mestamente partiti per fare rientro a casa.

Solo allora ci siamo accorti che aveva piovuto tutto il giorno…

 

 

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