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Il raduno 4L international di Thenay del Giulietto's team


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Eccomi di nuovo alle prese con la “macchina da scrivere” per raccontarvi le mie impressioni sull’ultimo evento errequattristico.
Se avete letto le mie precedenti “relazioni” sapete che ho la tendenza ad essere prolisso e se avete visto i miei scritti sul raduno di Figline potete ben immaginare quanta carta sporcherò per raccontarvi della mia avventura in Francia!
Quindi, siccome il lavoro è lungo come la strada da Trento a Thenay, diversamente da quanto ho fatto per il viaggio, mi sono imposto di fare delle “tappe”.
Questa prima puntata ...
sarà necessariamente piuttosto breve e generica perché devo ancora riprendermi completamente dalla fatica del viaggio (e perchè, come ho detto in altra sede, improrogabili impegni famigliari mi impediscono di dedicare “troppo” tempo a questa attività).

Un’avventura fantastica da non ripetere assolutamente!

Giovedì 14 luglio, la Puffa ed io, a bordo della vichi, siamo partiti alla volta della Francia. Dei viaggi vi racconterò un’altra volta perche meritano un capitolo a parte, sappiate soltanto che in quattro giorni ci siamo fatti circa tremila chilometri e qualche decina di migliaia di metri di dislivello … passi alpini!

Il primo tratto di strada, sui monti della Svizzera, lo abbiamo fatto da soli. Ci siamo incontrati con Khitarro ed altri due “equipaggi” la mattina seguente alle pendici delle alpi, al margine della pianura francese e lì è cominciata la festa!

Il Grande Maestro, alla guida della sua carriola, capitanava la colonna e dietro, in ordine sparso le altre tre macchinette seguivano il capo.
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A chiudere la colonna il camperone di Khitarro. La noia dell’autostrada è stata mitigata dall’entusiasmo degli altri automobilisti che, di solito sorpassandoci, ci salutavano a colpi di clacson o si sbracciavano dai finestrini.

Non avevo mai visitato la parte centrale della Francia e sono rimasto affascinato dal paesaggio che si presentava ad ogni discesa: vista dall’alto, la pianura che si apriva davanti al cofano della renoleta sembrava estendersi all’infinito o, almeno, fino la mare.

Quasi dodici ore di marcia, con qualche breve tappa per “questioni tecniche” come il rifornimento di carburante o la consumazione del “rancio al sacco”, ci hanno permesso di arrivare a Thenay nel pomeriggio.

Percorrendo la strada che costeggia il parco ove era allestito il campo abbiamo potuto cominciare ad ammirare gli “esemplari” di R4 che vi si trovavano già parcheggiati. C’era di tutto: dallo scassone alla extralusso. Dalla prima serie alla Bey-Bey. Dalla tamarra alla macchina di famiglia…

_DSC0213A questo punto è successo un miracolo: il Maestro si è rivolto a me e mi ha detto “Tu sarai il nostro interprete.” Ed io ho cominciato a parlare francese senza mani!

Per capire la frase precedente occorre sapere che io ho della lingua francese una conoscenza assolutamente rudimentale ed ho sempre sostenuto di essere in grado di parlare quattro lingue ma solo con le mani (ovvero gesticolando) quindi non avrei mai pensato di essere in grado di esprimermi e comprendere quella lingua in maniera tale da poter fungere da interprete per gi altri … eppure l’ho fatto! (NB. Non sono io che sono bravo…sono gli atri che sono trooooppo scarsi!)

Una volta trovato l’ingresso (operazione tutt’altro che facile perché all’accesso si giungeva tramite strade campestri lungo le quali la segnaletica era stata disseminata all’italiana) siamo stati “inanellati” come tacchini di allevamento e ci è stato concesso di accedere al parco.

Per chi, come noi, è affetto da errequattrite acuta, cronica e perniciosa, guidare è diventata una tragedia: lo sguardo non sapeva più dove fermarsi e mantenere l’attenzione sulla strada è stato davvero molto difficile! R4 di tutti i modelli, di tutti i colori ed in tutte le condizioni.

L’allestimento del campo ci ha portato via qualche ora nel corso delle quali uno strano personaggio ha tirato fuori una R4 in miniatura ed ha cominciato a scorazzare per tutta l’area del raduno destando la curiosità di tutti i presenti.

Piazzate le tende e fatto un rapido giretto di ricognizione per contattare il Presidente e gli altri che erano già arrivati sul posto prima di noi, è giunta l’ora della cena. Qualcuno (io) si era portato al seguito _DSC0143un’attrezzatura da campeggio modello Fantozzi: tavolo da due metri per uno, sedie da cucina, gas a tre fuochi della nonna, griglia da ottanta per trenta con annesso cavalletto … moka da 14 tazze … viva l’Italia!

Insolitamente per degli italiani in gita, avendo notato un cartello che indicava il divieto di accendere fuochi o barbecue, dato che il prato si presentava piuttosto arido e tirava un fastidioso venticello, ci siamo fatti degli scrupoli ed abbiamo rinunciato ad accendere la carbonella. Qui sono entrate in ballo un paio di lastre di porfido trentino che si trovavano “casualmente” sotto il sedile della vichi. Quella di infilare in macchina quei due sassi è stata una delle migliori idee che mi siano venute in mente negli ultimi mesi!
Alla facciaccia del vento e dei divieti abbiamo piazzato sul gas le laste  (così si chiamano in trentino le lastre di porfido o, più genericamente, di pietra) ed abbiamo cotto la carne.
A dire il vero, nonostante il Grande Vecchio abbia attribuito a me il merito della _DSC0121riuscita culinaria della spedizione, l’attività di confezione del vitto è stata mirabilmente supervisionata dalla signora Maria Teresa alla quale io mi sono limitato a fare da comis.
Il profumo ha attirato anche un altro paio di equipaggi ovvero il quartetto Ruga – Bigrigio e Giallona – Erre4garage.

Dopo aver gozzovigliato fino a tarda sera, aver offerto il caffè a tutti i passanti (i quali, per altro, si sono dimostrati piuttosto diffidenti ed hanno declinato l’offerta) ed al terreno francese che si è bevuto una intera moka da 14 tazze di ottimo caffè italiano che io ho accidentalmente ribaltato (lo sapete quanto ci mettono a salire 14 tazze di caffè? un eternità!) siamo andati in branda chi di qua, chi di là. Chi in tenda, chi in camper … chi in albergo!

All’alba il cielo si presentava a pecorelle … taaaante pecorelle!

P1040681bisIl campo di girasoli dall’altra parte della strada, illuminato dalla luce radente del sole basso all’orizzonte, sembrava risplendere di luce propria.

A questo punto la parola passa necessariamente alle immagini del grande Khitt che meglio di ogni parola possono illustrare quello che è stata la riunione internazionale delle R4.

_DSC0300Finalmente ho potuto ammirare e collaudare la pista delle macchinine, che qualche vile mano ignota aveva sabotato a Figline, mirabilmente restaurata. Assolutamente fantastica! Le quatrelle uscivano di strada proprio come quelle vere!

Nell’area c’erano un sacco di bancarelle con ricambi e gadget di ogni genere. Il mio animo di rigattiere represso ha goduto un mondo nel curiosare tra le esposizioni dei ferri vecchi!

Raduno-2011-118Pranzo!

Ligi alle direttive del Presidente, la maggioranza di noi si era portata al seguito il prescritto kit di sopravvivenza  quindi la spaghettata e stata pressoché

obbligatoria.

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La signora Teresa (che mi ha autorizzato a chiamarla così perché per me Maria Teresa è troppo lungo) da esperta campeggiatrice ci ha surclassati tirando fuori dalla dispensa del camperone un fusto di sugo all’amatriciana assolutamente speciale!

Un po’ di avanzi della grigliata della sera prima, un po’ di affettati (tra i quali le lucaniche trentine) ed il problema pranzo è stato risolto.

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Nel pomeriggio bighellonaggio per lo spazio del raduno e gita ad un non meglio precisato castello della Loira con annessa sosta presso uno sfascio che farebbe la gioia di qualsiasi guardia ambientale italiana: rottami dispersi ovunque alla faccia di tutte le norme ambientali … cose che da noi non si vedono più da almeno trent’anni. Qualcuno, però, ha tirato fuori dalle ortiche alcuni pezzi interessanti, costati di più in termini di prurito e parolacce che di denaro.

Per la serata era prevista una seconda grigliata ed un falò allestito dall’organizzazione dell’evento ma Giove Pluvio, che fino ad allora era stato clemente, ha deciso di aprire le cataratte del cielo e di annegarci di pioggia. Per metterci il carico ha mandato anche un vento micidiale che, soffiando a raffiche di velocità incalcolabile, ha costretto tutti quanti a cercare rifugio in macchina o in tenda.
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I francesi, nonostante tutto, hanno deciso di accendere la catasta di legna che avevano allestito annaffiando il tutto con qualche ettolitro di gasolio ma le fiamme spinte dal vento, invece di salire verso l’alto, strisciavano raso terra e l’effetto complessivo è risultato piuttosto triste…


Al mattino seguente, come se nulla fosse successo, il cielo si è ripresentato come al mattino del giorno precedente, simpaticamente cosparso di nuvolette a pecorella.

Io volevo partire nella prima mattinata per essere a casa lunedì in giornata ma non ce l’ho fatta. Curiosando qua e là per le bancarelle dei ricambisti e per quelle degli alimentari è arrivato (e passato) mezzogiorno. Calcolando che google maps, per la rotta che avevo preventivato, prevedeva diciotto ore di viaggio, nella migliore delle ipotesi, sarei arrivato a casa alle sei del mattino…magari!

Un aneddoto assolutamente da raccontare: come ho detto all’inizio, io ho cominciato a parlare francese solo perché il Grande Vecchio me lo ha ordinato. Quando mi trovo fuori dalla portata del suo influsso o quando Lui si distrae guidando quel coso che chiama Rquad, il mio francese peggiora irrimediabilmente. Passando in prossimità ad un banchetto sul quale erano esposti salamini di vario genere ho deciso di portare in patria un souvenir gastronomico. Visto che le varietà di salumi erano molte e venivano vendute a quattro pezzi per 10 euro, ho scelto tre salamini a simpatia per il quarto ero nell’imbarazzo della scelta quindi con il mio eloquio fluente, ho chiesto alla signora dietro il banco preferisse lei. La signora mi ha indicato un “pezzo” ed io ho cercato di capire quale fosse la sua particolarità. Lei mi ha detto che dentro c’era “cochon originaire” … brava, ma cos’è il “cochon originaire”?! dopo un attimo di smarrimento, la signora mi ha chiesto conoscete Asterix e Obelix? Ed ha fatto il gesto di caricarsi qualche cosa in spalla: CINGHIALE!
Ragazzi! Ho insegnato ai francesi a parlare con le mani!

Raduno-2011-295


Qui comincia il secondo viaggio del quale vi parlerò prossimamente. Sappiate solo che siamo arrivati a casa verso mezzo giorno del giorno dopo pur essendoci fermati a dormire solo un paio d’ore. Ad onor del vero, la strada che abbiamo percorso nel pomeriggio di domenica, forse perché l’aria ere stata pulita dalla buriana nella sera prima o forse perché la Gallia è proprio una terra magica, ci ha premiati con panorami di una bellezza difficile da descrivere. È stato quindi necessario fermarsi ripetutamente per scattare qualche foto.
Giulietto
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Commenti   

 
0 #22 alfy 2011-07-27 12:01
mitici, che peccato che non c'ero :sad:
 
 
0 #21 albè 2011-07-27 08:40
::I
 
 
0 #20 giulietto 2011-07-27 07:35
confido nella tesoriera che, con la dovuta pazienza, gli può insegnare a leggere anche più di una paginetta al giorno! (compiti delle vacanze)
forse per quest'autunno albè sarà in grado di fare anche un breve riassunto di quello che ha letto.
 
 
0 #19 bigrigio 2011-07-26 23:22
Citazione giulietto:
per albè
questa era solo la prima parte...aspetta di vedere il resto!
però, ci hai messo solo venti minuti a leggere tutto il pezzo...hai letto con la dovuta attenzione?!

Guarda che Albe' non sa leggere, guarda solo le figure ::D
 
 
+1 #18 khitarro 2011-07-26 22:12
Dei commenti di albè si potrebbe anche fare a meno.
Vai a lavorareeeeee!! !!
 
 
0 #17 giulietto 2011-07-26 20:22
per albè
questa era solo la prima parte...aspetta di vedere il resto!
però, ci hai messo solo venti minuti a leggere tutto il pezzo...hai letto con la dovuta attenzione?!
 
 
0 #16 piergiorgio tasini 2011-07-26 20:09
H E R O E S!!!
 
 
-2 #15 albè 2011-07-26 19:41
ho concluso la lettura.... :cry: :cry: :cry:
 
 
-2 #14 albè 2011-07-26 19:22
mi sto immergendo or ora nella lettura.......m a quanto hai scritto..... :-)
 
 
0 #13 luca66 2011-07-26 14:52
Grazie Giulietto ed anche a tutti i commentatori,tr oppo ganzi,aspetto il resto del racconto ed i commenti che seguiranno....
 
 
0 #12 giulietto 2011-07-25 20:10
comunicazione di servizio per leo:
siccome te non c'eri, noi abbiamo pensato bene di scriver ovunque al posto tuo

LIVORNO MERDA

appena posso ti posto le foto
 
 
0 #11 giulietto 2011-07-25 20:03
...io con il pc ci lavoro: riparo le tubazioni dei flussi informatici!
 
 
0 #10 azazello 2011-07-25 18:33
Io lavoro solo la mattina...
Il resto del giorno faccio la spola fra l'orto ed il garage con frequenti occhiate sul pc...
Prima o poi mi troverò un lavoro vero, non temere.
 
 
0 #9 khitarro 2011-07-25 17:42
Je suis du club italien!!!
 
 
0 #8 bigrigio 2011-07-25 16:59
Visto e considerato che siete sempre tutti e dico tutti collegati sul portale da sera a mattina,....si puo' sapere che minchia di lavoro fate??????????
 
 
0 #7 erre4garage 2011-07-25 16:59
::I Giulietto come i Carabinieri...f edele nei secoli...dovevi fare lo scrittore!! ::E ..e lascia in pace i cinghiali!!
 
 
0 #6 bigrigio 2011-07-25 16:57
Citazione giulietto:
ah...Chateaux d'ax...ecco perchè mi sembrava famigliare!
invece il rottamaro presso il quale ti sei fermato lungo la strada, come si chiama?

JAN COJON
 
 
0 #5 khitarro 2011-07-25 16:57
Citazione giulietto:

siccome un attempato pigrone si è lamentato in separata sede perchè nella foto dei girasoli non si vede nessuna R4 (e lui foto così non ne ha perchè quando io ho scattato quelle foto lui dormiva beato come un pupo!) e siccome noi in archivio abbiamo TUTTO, la foto con le R4 ed i girasoli la metto qui!
(ciccio, se vuoi puoi spostarla nell'articolo)


...a proposito: le foto di questo articolo sono del Grande Vecchio (ad eccezione di quelle dei girasoli che sono mie!)



.. e poi sarei io il "solito precisino"??? ::Q
 
 
0 #4 giulietto 2011-07-25 16:48
siccome un attempato pigrone si è lamentato in separata sede perchè nella foto dei girasoli non si vede nessuna R4 (e lui foto così non ne ha perchè quando io ho scattato quelle foto lui dormiva beato come un pupo!) e siccome noi in archivio abbiamo TUTTO, la foto con le R4 ed i girasoli la metto qui!
(ciccio, se vuoi puoi spostarla nell'articolo)


Uploaded with ImageShack.us
è quasi pronto anche il secondo pezzo, ancora qualche rifinitura, inserisco qualche immagine del viaggio (dove khitarro non c'era), e poi lo posto
a proposito: le foto di questo articolo sono del Grande Vecchio (ad eccezione di quelle dei girasoli che sono mie!)
 
 
0 #3 giulietto 2011-07-25 16:40
ah...Chateaux d'ax...ecco perchè mi sembrava famigliare!
invece il rottamaro presso il quale ti sei fermato lungo la strada, come si chiama?
 
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